XLII Corso nazionale di formazione per insegnanti

17-20 settembre 2020

Corso: “Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO” Un racconto di paesaggi, uomini e rocce

Trento


a cura dellaSocietà Alpinisti Tridentini (SAT)

In collaborazione con Fondazione Dolomiti UNESCO, IPRASE (Istituto Provinciale per la Ricerca e la Sperimentazione Educativa), MUSE di Trento, Parco NaturaleAdamello Brenta

  • Descrizione

    Il corso sulle Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO tratterà i seguenti argomenti:

    • Le Dolomiti patrimonio mondiale: una storia di uomini e natura.
    • Il riconoscimento UNESCO: significato, gestione, tutela e valorizzazione.
    • La geologia come chiave di lettura per capire i paesaggi e la storia della Terra.
    • Le Dolomiti: un laboratorio speciale per lo studio dell’evoluzione, della complessità e della fragilità della montagna.
    • I caratteri geografici e naturalistici delle Dolomiti trentine orientali (Gruppo di Brenta) ed Occidentali (Dolomiti di Fassa).
    • Le problematicità del territorio dolomitico in termini di risorse, equilibri, impatto antropico.
    • I parchi naturali e la loro azione sul territorio? La storia e le storie delle genti che popolano la montagna.
    • Metodi e strumenti per una didattica interattiva e per la ricerca-azione nella scuola secondaria.

     

    Il riconoscimento da parte dell’Unesco, nel giugno del 2009, di nove siti delle Dolomiti come Patrimonio Mondiale risponde a due criteri di base, quello geologico e quello paesaggistico. Le Dolomiti sono largamente considerate tra i più bei paesaggi montani del mondo: la loro intrinseca bellezza deriva da una varietà di spettacolari conformazioni verticali che contrastano con superfici orizzontali e che s’innalzano bruscamente da estesi depositi di falda detritica e rilievi dolci ed ondulati. Alla grande varietà di ambienti naturali, data dai forti contrasti tra la roccia nuda, i pascoli e le foreste, si aggiunge la varietà di ambienti antropici, che si sono sovrapposti nel tempo modificandoli.Da qui la necessità non solo di proporre una seria riflessione sul significato profondo dei criteri di riconoscimento, ma di allargare tale riflessione alla definizione di paesaggio, alla responsabilità legata al riconoscimento, agli attori coinvolti, agli stakeholder, alla zonizzazione relativa alle aree “core” e “buffer”, ai processi decisionali e al tema della patrimonializzazione.

     

    Finalità del corso

    a) Offrire ai docenti l’opportunità di acquisire conoscenze scientifiche, ambientali, naturalistiche e storiche, con particolare riferimento all’ambiente montano, oltre a competenze metodologiche ed operative trasferibili all’interno della programmazione didattica curricolare.

    b) Favorire la nascita e la realizzazione di esperienze didattiche trasferibili nella pratica e tali da coinvolgere gli alunni quali protagonisti, per un accostamento all’ambiente in chiave storica e laboratoriale.

    c) Permettere agli insegnanti di conseguire una migliore competenza ed una maggiore autonomia operativa nella fruizione dell’ambiente (montano in particolare) inteso come laboratorio didattico ed educativo.

    d Favorire il necessario collegamento metodologico (pluridisciplinare ed interdisciplinare) tra docenti di diverse discipline e di diversi ordini di scuole, nonché tra attività didattiche tradizionalmente inserite in aree differenti.

     

    Obiettivi del corso

    a) Formare un nucleo di docenti motivati a promuovere l'interesse degli alunni per l'ambiente alpino in tutte le sue sfaccettature, per conoscerlo e per viverlo in modo competente.

    b) Fornire strumenti per un approccio scientificamente corretto ad un’area montana protetta, valorizzandone le caratteristiche aventi particolare valenza di laboratorio didattico.

    c) Fornire conoscenze metodologiche per pianificare un progetto di educazione ambientale da svolgersi nell’arco dell’anno scolastico con gli alunni, attraverso diversi momenti previsti in classe e sul territorio.

    d) Programmare e realizzare un’esperienza formativa di approccio in grado di trasmettere ai giovani la consapevolezza del patrimonio di biodiversità e delle valenze ambientali contenuti in un’area geografica significativa, per sviluppare in futuri cittadini la cultura e la sensibilità per la tutela del territorio, inteso come interesse collettivo e dovere morale del singolo.

    e) Favorire in quest'ambito una progettualità che si sviluppi nell'ottica di una didattica sperimentale e laboratoriale, utilizzando le risorse che il laboratorio -ambiente fornisce.

    f) Fornire ai docenti competenze operative e materiali didattici direttamente spendibili nella propria attività disciplinare.

     

    Metodologia

    La proposta si muove nel solco della metodologia della ricerca –azione, che tende a coniugare i processi di apprendimento con la crescita di capacità progettuali volte a permettere l'introduzione di cambiamenti migliorativi nell'organizzazione della didattica quotidiana.

    a) Presentazioni in ambiente, attraverso l'opera di ricercatori ed esperti, volte a trasmettere a docenti di scuola secondaria di primo e secondo grado aggiornamenti sulle attuali conoscenze scientifiche relative agli ambienti individuati come laboratori del Corso.

    b) Lavoro sul campo, attraverso la realizzazione di escursioni didattiche che consentano di calare nella realtà ambientale dolomitica le conoscenze trasmesse.

    c) Illustrazione ai Docenti di metodologie di ricerca sul campo allo scopo di fornire loro elementi che possano avere una concreta ricaduta nella didattica quotidiana.

    d) Uso delle risorse e delle strutture museali del territorio per integrare ed approfondire gli elementi forniti dalle comunicazioni e dalle attività laboratoriali in ambiente.

  • Dispense
  • FAQ
    • Il corso è autorizzato dal Ministero Pubblica Istruzione?

      Sì, il corso autorizzato dal Ministero Pubblica Istruzione ai sensi della direttiva ministeriale n. 90 dell’1/12/2003 – con decreto dirigenziale del 09/06/2014.

    • I docenti possono fruire dei permessi per la formazione?

      I Docenti interessati potranno fruire dei permessi per la formazione di cui all’art. 64, comma 5, del vigente CCNL Scuola. (Gli insegnanti hanno diritto alla fruizione di cinque giorni nel corso dell’anno scolastico per la partecipazione ad iniziative di formazione con l’esonero dal servizio e con sostituzione ai sensi della normativa sulle supplenze brevi vigente nei diversi gradi scolastici).

    • Sarà rilasciato un attestato di partecipazione?

      Sì, a fine corso sarà rilasciato un attestato di partecipazione a cura della direzione. Per i docenti che effettuano l’iscrizione tramite piattaforma MIUR-SOFIA è previsto un ulteriore attestato di partecipazione rilasciato direttamente dal Ministero.

    • È possibile pagare la quota d’iscrizione con la Carta Docente?

      Per l’iscrizione a questo corso è riconosciuto l’uso della carta e la possibilità di coprire il costo previsto per la frequenza del corso residenziale con un buono generato dalla carta-docente, essendo il CAI ente accreditato dal Ministero (decreto MIUR prot. AOODPIT. n. 595 del 15.07.2014).

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Macro Progetto CAI-Scuola: "Magna Graecia"
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